Terzo pilastro: 32 Consigli

Consiglio n° 1: effettuate i versamenti nel pilastro 3a il più possibile all’inizio dell’anno, per ottenere il massimo vantaggio dagli interessi. I versamenti effettuati possono essere interamente dedotti dall’imposta sul reddito – come dipendente fino a un importo di 6883 franchi (“piccolo pilastro 3a”), come indipendente senza cassa pensioni fino a un limite massimo di 34‘416 franchi (“grande pilastro 3a”). Questi massimali sono adeguati ogni due anni dal Consiglio federale.

Consiglio n° 2: vale la pena di cominciare a risparmiare presto, soprattutto se si combina la propria strategia con fondi previdenziali. In teoria i giovani lavoratori possono versare i contributi nel pilastro 3a dal 1° gennaio successivo al 17° compleanno. Questo è il momento in cui comincia l’obbligo di contribuzione all’AVS e un reddito soggetto all’AVS è il requisito per effettuare versamenti nel pilastro 3a. Tuttavia, con una paga da apprendisti l’effetto del risparmio fiscale si traduce solo in una somma molto modesta. Al più tardi dai 30 anni in poi è tuttavia opportuno cominciare ad accumulare il pilastro 3a per beneficiare di un orizzonte temporale più lungo possibile.

Consiglio n° 3: i versamenti nel pilastro 3a sono interessanti sia per le persone con un basso reddito, sia per quelle con entrate cospicue. In percentuale chi ha un basso reddito può ridurre le proprie tasse in misura maggiore rispetto a chi guadagna tanto. D’altro canto, per i guadagni elevati, il risparmio fiscale è maggiore in cifre assolute.

Consiglio n° 4: i versamenti nel pilastro 3a sono tanto più vantaggiosi, quanto maggiore è l’aliquota fiscale sul reddito nel cantone di domicilio. Sfruttate dunque il pilastro 3a soprattutto nei cantoni con un’imposizione fiscale notevole, ad esempio Basilea-Città, Berna, Giura, Ginevra ecc.

Consiglio n° 5: se anche il vostro partner esercita un’attività lucrativa, versate entrambi i contributi nel pilastro 3a. Così potete far valere due volte il massimale concesso. Il pilastro 3a è particolarmente indicato se il vostro partner lavora a tempo parziale. Ad esempio, chi lavora al 50%, di norma non riceve dalla cassa pensioni la metà della rendita, bensì solo un quarto. Ciò dipende dalla cosiddetta trattenuta di coordinamento. La lacuna può essere colmata con il pilastro 3a. (Attenzione alla previdenza con il part time, vedi consiglio n° 6)).

Consiglio n° 6 se il vostro partner fa un lavoro part time e non è soggetto alla cassa pensioni, nel pilastro 3a puó versare soltanto il 20% dello stipendio netto. 

Consiglio n° 7: i lavoratori autonomi (società individuale) con un  alto reddito stipulano idealmente un «grande pilastro 3a» per motivi fiscali. Ciò significa che rinunciano ad affiliarsi a una cassa pensioni pagando invece fino al 20 percento del loro reddito da lavoro, ossia al massimo 34‘416 franchi l’anno, nel pilastro 3a. Con un reddito più elevato è fiscalmente consigliabile affiliarsi a una cassa pensioni, combinata con un «piccolo» pilastro 3a (massimo 6883 franchi).

Consiglio n° 8: anche gli stranieri o i frontalieri domiciliati all’estero possono effettuare versamenti nel pilastro 3a se lavorano in Svizzera.

Troppo o troppo poco?

Consiglio n° 9: non vale la pena di versare troppo nel pilastro 3a. A chi versa contributi troppo elevati l’Amministrazione delle contribuzioni chiede di farsi liquidare l’importo in eccesso dall’istituto di previdenza 3a. L’autorità fiscale può eseguire il controllo alla prossima tassazione sulla base di un estratto conto. Gli importi che non sono stati restituiti non godono di agevolazioni fiscali: patrimonio e proventi sono imponibili.

Consiglio n° 10: viceversa i versamenti mancati durante l’anno non sono più recuperabili. Se i capitali a disposizione sono sufficienti per effettuare un versamento nel pilastro 3a o nella cassa pensioni, scegliete il primo. Infatti il riscatto della cassa pensioni può essere rimandato.

I capitali nel pilastro 3a sono sicuri?

Consiglio n° 11: non preoccupatevi per la sicurezza dei capitali versati nel pilastro 3a! In caso di insolvenza di una banca la protezione dei depositanti copre 100’000 franchi di capitali di previdenza per cliente (sommando i conti 3a e di libero passaggio). Ancora maggiore è la sicurezza dei fondi previdenziali. Infatti non sono coinvolti dall’insolvenza della banca, perché come patrimonio separato non rientrano nella massa fallimentare.

Consiglio n° 12: con un orizzonte temporale da uno a tre anni, il conto 3a presso una banca rappresenta la soluzione migliore. Beneficiate così del tasso d’interesse privilegiato, superiore a quello di un conto di risparmio piú il risparmio fiscale. 

Qual è la quota azionaria di un fondo previdenziale?

Consiglio n° 13: Il legislatore permette generalmente una quota azionaria del 50% nel pilastro 3a. Tuttavia, i risparmiatori con una tolleranza al rischio sufficientemente alta possono scegliere una componente azionaria più alta fino al 100%.  Queste soluzioni del pilastro 3a sono adatte ai risparmiatori con un orizzonte d’investimento di almeno dieci anni. Così avete la possibilità di aumentare le vostre opportunità di rendimento. Non esitare a contattarmi, per maggiori informazioni io sono a vostra completa disposizione.

Consiglio n° 14: spesso viene consigliato di azzerare la quota azionaria da uno a tre anni prima della pensione e di spostare il capitale dai fondi previdenziali su un conto 3a. Ma in quel momento l’aspettativa media di vita residua è ancora di circa due decenni e, considerando questo lungo orizzonte temporale, la quota azionaria non deve essere necessariamente ridotta. Il profilo di rischio non cambia; il capitale viene soltanto spostato dal pilastro 3a nel patrimonio privato. Una riduzione della quota azionaria è opportuna soltanto se il capitale è impiegato diversamente, per esempio rimborsando il mutuo ipotecario.

Consiglio n° 15: investite nei fondi previdenziali con versamenti regolari, il più possibile di pari entità. Ciò comporta che acquistate automaticamente più quote in situazione di crisi quando i prezzi scendono e la situazione in borsa è favorevole, viceversa ne acquistate meno se i prezzi e i rischi in borsa salgono. Per trarre il massimo vantaggio dal PAC (Piano di accumulo del capitale)

Com’è la situazione sul fronte delle spese e delle commissioni?

Consiglio n° 16: per i fondi previdenziali fate attenzione alle commissioni. Evitate i prodotti finanziari ai quali si applicano i diritti di custodia e le spese di transazione e le cui spese amministrative (Total Expense Ratio, TER) sono superiori all’1,5%. VIAC, ad esempio, offre prodotti con un TER del 0.45%. Se sei interessato a questa soluzione, non esitare a contattarmi per avere un piccolo sconto sui prodotti VIAC!

Consiglio n° 17: una cosiddetta assicurazione mista sulla vita per il pilastro 3a è consigliabile soltanto a partire da una durata di 10 – 20 anni. Il prodotto, definito anche “risparmio assicurativo”, combina il risparmio e la protezione dai rischi in un pacchetto à la carte «tutto incluso». Quanto più la durata è lunga, tanto meno pesano le spese elevate di stipulazione. I primi tre premi annui servono a finanziare le diverse spese. Pertanto, chi disdice la propria polizza nei primi tre anni ottiene un valore di riscatto nullo o molto modesto.

Banca o Assicurazione?

Consiglio n° 18: se cercate il massimo rendimento possibile, il risparmio assicurativo non fa al caso vostro. C’è la possibilità di ripartire il risparmio presso una banca e il rischio presso un’assicurazione.

Consiglio n° 19: combinando risparmio e rischio presso un’assicurazione, molte volte si risparmia sul rischio.

Consiglio n° 20: La banca lascia piena libertà di decidere quanto e quando versare, al contrario presso un’assicurazione l’ammontare dei premi è fissato nel contratto per l’intera durata.

Consiglio n° 21: Presso una banca capitali del pilastro 3a possono essere trasferiti in qualunque momento da una banca all’altra per sfruttare le differenze di performance. Confrontate quindi periodicamente le condizioni del risparmio bancario. Con il risparmio assicurativo, invece, il passaggio a un’altra società causa perdite notevoli per il riscatto.

Consiglio n° 22: rispetto al risparmio bancario, quello assicurativo offre alcuni vantaggi a livello di diritto successorio. In base al diritto assicurativo le prestazioni del pilastro 3a vanno direttamente al beneficiario passando dai contratti assicurativi alla successione. Il beneficiario riceve così il denaro senza dover aspettare l’esito di un’eventuale controversia ereditaria, che può durare anni. È un vantaggio nel caso di una successione complessa, nella quale sono coinvolti molti eredi con interessi divergenti. Il fatto che le prestazioni del pilastro 3a confluiscono dai contratti assicurativi nella successione si dimostra vantaggioso anche nel caso di un’eredità sovraindebitata. Infatti il beneficiario, anche rifiutando l’eredità, riceve comunque la somma assicurata.

Ipoteca e ammortamento

Consiglio n° 23: In questo periodo di bassi interessi bancari per il rimborso del prestito ipotecario sfruttate il cosiddetto ammortamento indiretto con ipilastro 3a. Con questa variante l’ipoteca non viene rimborsata a rate direttamente. Alla scadenza il debito viene invece compensato con il capitale del pilastro 3a versato fino a quel momento. L’ammortamento indiretto comporta agevolazioni fiscali perché gli interessi del debito possono essere integralmente dedotti dal reddito imponibile per l’intera durata. Nello stesso tempo la soluzione promuove anche l’accumulo di un capitale. Chi per l’ammortamento sceglie fondi 3a con una quota azionaria del 40 – 50 percento ha notevoli probabilità, al raggiungimento dell’età AVS, di avere risparmiato un capitale maggiore di quello necessario per il rimborso del prestito ipotecario.

Consiglio n° 24: nel caso di un finanziamento della proprietà abitativa con un ammortamento indiretto il cliente non dovrebbe tenere d’occhio solo le condizioni ipotecarie, bensì considerare anche i fondi previdenziali della banca, di cui si avvale per l’ammortamento indiretto. Ipotizziamo che, con un prestito ipotecario di 500’000 franchi, risparmi lo 0,2 percento rispetto alla concorrenza grazie alle condizioni vantaggiose. Ciò significa 1000 franchi l’anno. Presupponiamo inoltre che la performance dei suoi fondi previdenziali sia inferiore dell’1% alla media del mercato. Con un capitale previdenziale di 100‘000 franchi questa “underperformance” annulla l’interesse più vantaggioso.

Consiglio n° 25: risparmiate sui costi se nel risparmio assicurativo o nella ripartizione del capitale optate per una copertura decrescente contro il rischio decesso. Ciò significa che, per esempio, invece di stabilire una somma assicurata costante, ipotizziamo di 200’000 franchi, per l’intera durata, verso la fine del contratto questa scende progressivamente fino a 50’000 franchi. È una scelta sensata, perché con il passare degli anni l’assicurazione diventa sempre più cara. D’altro canto anche la copertura decrescente è indicata dal punto di vista della situazione familiare. In fondo, con l’avanzare dell’età del titolare dell’assicurazione l’eventuale mutuo ipotecario dovrebbe essere, almeno in parte, ammortizzato e i figli saranno in grado di mantenersi da soli, pertanto l’esigenza di protezione è minore.

Consiglio n° 26: durante l’interruzione dell’attività lavorativa per maternità e, in generale, in caso di perdita di guadagno non è possibile versare contributi nel pilastro 3a. Continuate a effettuare i versamenti quando riprendete a lavorare. Tuttavia, se per il momento non prevedete di riprendere l’attività, potete tenere il pilastro 3a anche senza alimentarlo, oppure optare per la liquidazione anticipata, ad esempio utilizzando il capitale per rinnovare o ristrutturare l’abitazione.

Che cosa occorre tenere conto nel prelievo dei capitali del pilastro 3a.

Consiglio n° 27: siate consapevoli del fatto che il pilastro 3a non si chiama «previdenza vincolata» per caso. Il suo scopo consiste nel concedere l’accesso al capitale risparmiato all’incirca solo con il raggiungimento dell’età AVS (64/65 anni). Chi vuole può rimandare la liquidazione addirittura di cinque anni dopo il raggiungimento dell’età ordinaria AVS (69/70 anni), a condizione di continuare a esercitare una professione. In questo periodo è possibile versare contributi nel pilastro 3a e dedurli dal reddito imponibile. Viceversa il capitale può essere ritirato cinque anni prima del raggiungimento dell’età AVS (59/60 anni) – sfruttate questa possibilità!

Consiglio n° 28: il prelievo anticipato, ossia ritirare il capitale ancora prima, è ammesso solo per poche eccezioni:

  • se avviate un’attività lucrativa indipendente
  • se espatriate
  • se acquistate una proprietà abitativa a uso proprio, rimborsate il mutuo ipotecario che grava su di essa oppure volete ristrutturare o rinnovare la proprietà abitativa a uso proprio
  • se riscuotete una rendita d’invalidità intera
  • se finanziate il riscatto della cassa pensioni con i capitali del pilastro 3a.

Com’è possibile scaglionare il prelievo dei capitali nel pilastro 3a?

Consiglio n° 29: i capitali del pilastro 3a sono tassati al momento del versamento. L’onere fiscale aumenta gradualmente con l’ammontare del capitale prelevato in un determinato anno. Per ridurre questa progressione fiscale è opportuno suddividere la riscossione del pilastro 3a con prelievi ordinari e prelievi anticipati ripartiti su diversi anni. Per esempio, a cinquant’anni effettuate un prelievo anticipato per rinnovare o ristrutturare l’abitazione di cui siete proprietari. Con un secondo prelievo anticipato verso i sessant’anni riducete il prestito ipotecario e alleggerite il budget familiare con l’avvicinarsi del pensionamento. E nei cinque anni precedenti all’età AVS fatevi versare come prelievi ordinari il rimanente capitale del pilastro 3a suddividendolo in “tranche” più o meno uguali.

Consiglio n° 30: per poter “scaglionare” il prelievo è tuttavia necessario che i capitali del pilastro 3a siano stati suddivisi su diversi conti 3a. Infatti non è possibile prelevare solo una parte dell’importo depositato su un conto. Potete aprire diversi conti sin dall’inizio (anche presso la stessa banca) e distribuire equamente i versamenti. Oppure cominciate aprendo un solo conto, sul quale effettuate versamenti regolari, e ne aprite un secondo solo quando il saldo del primo raggiunge, per esempio, 50’000 franchi.

Consiglio n° 31: nel suddividere i prelievi considerate anche i conti del vostro partner e il pagamento della cassa pensioni. Infatti tutti i capitali previdenziali prelevati in un anno vengono sommati. Alcuni cantoni cumulano addirittura i capitali prelevati su tre-cinque anni rendendo così più difficile poterli scaglionare.

Vale la pena di traslocare in un cantone fiscalmente vantaggioso?

Consiglio n° 32: spesso viene consigliato di trasferire il domicilio in un cantone fiscalmente più vantaggioso al momento del ritiro del capitale. Infatti i capitali prelevati del pilastro 3a sono imponibili nel cantone dove si vive al momento della liquidazione. Ma con uno scaglionamento ottimale dei capitali di previdenza l’aggravio fiscale rimane modesto anche in un cantone con un’imposizione elevata. Ciò consente di evitare un oneroso trasferimento di domicilio.

Spero che questi consigli possano esserti d’aiuto.

Per scrivere il tutto mi sono basato sull’articolo della Migrosbank che potete trovare qui di seguito:

https://blog.migrosbank.ch/it/33-volte-il-pilastro-3a-parte-55/

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